Racconto di viaggio

Io ed il Vudu. Si fa presto a dire Africa degli Uomini!


Accettato l'invito dell'amico Roberto, italiano che da decenni lavora in Africa occidentale, per un viaggio in Ghana, Togo e Benin non sapevo bene cosa aspettarmi. 

Pur frequentando da lungo tempo l'Africa ma, Senegal a parte, non ero mai stato da quelle parti.

Ho così incontrato e scoperto un'Africa che non conoscevo assolutamente ma che mi ha immediatamente affascinato, sorprendente e inaspettata. Non è facile riassumere un viaggio molto ricco di esperienze che ha toccato tre paesi vicini non solo geograficamente ma anche culturalmente.


Certo l'impatto non è proprio semplice e indolore sia per il clima caldo e decisamente umido che per le fragili condizioni materiali di vita della popolazione locale, in particolare in Togo e  Benin. Mancano inoltre quelle attrazioni naturalistiche come parchi nazionali e relativa fauna che tanto amo dell'Africa degli animali (Kenya, Tanzania, Zambia e Botswana). L'aspetto culturale inteso come etnie, cerimonie, celebrazioni, danze e maschere sacre e fusione/contaminazione tra modernità e tradizione, mi ha colpito nell'intimo come da molto tempo non succedeva con un viaggio.  

Racconto di Viaggio

Secoli di commercio (non sempre pacifico come nel caso della Tratta degli schiavi) e interazione con arabi ed europei hanno contribuito allo sviluppo di società e culture sofisticate ed articolate come quella degli Ashanti, l'etnia principale del Ghana.

Viaggiare da queste parti è decisamente un'esperienza “off the beaten tracks”, lontano dai circuiti turistici canonici, alla scoperta di un'Africa inaspettata e sorprendente dove può accadere di tutto come trovarsi, durante l'Akwasidae a Kumasi, a pochi metri da Carlo d'Inghilterra e Lady Camilla in visita di Stato in Ghana!

Togo e Benin sono permeati di vudu che non è magia nera, bamboline infilzate con aghi, macumbe e stregonerie ma è parte della cultura e della vita quotidiana. Per i locali non esiste contrapposizione o contraddizione tra vudu e religione portata dai missionari europei. Si può essere allo stesso tempo cristiani e adepti del vudu in un sincretismo religioso testimoniato per esempio dalla piazza centrale di Ouidah dove una di fronte all'altra convivono la Cattedrale e il Tempio dei Pitoni di cui ha scritto anche Chatwin.

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Non aspettatevi riti elaborati, struttura e solenni ma situazioni più informali se non quasi primordiali in uno sperduto villaggio locale dove gli adepti si riuniscono per danzare e cadere poi in trance diventando tramite tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. Non pensate a santuari, statue o affreschi di santi..il Feticcio di Dankoli, uno dei più venerati, è un'accozzaglia di rami, sterpaglie e pezzi di stoffa dove il “sacerdote” sacrifica galli e altri animali senza troppi complimenti e sacralità.

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I mercati sono un'altra caratteristica del viaggio, coloriti e vibranti..un caleidoscopio di rumori, odori e sapori non sempre gradevoli ma autentici, sia quelli più noti come quelli di Lomè e Kumasi sia quelli meno noti scoperti lungo la strada dove si svolge la vita quotidiana dell'Africa.

Molto particolare la visita a Ganviè, una sorta di Venezia africana che sorge in una laguna costiera nei pressi di Lomè.

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Questa è un'Africa dove è ancora vivo il ricordo della della Tratta degli schiavi, una tematica che viene approfondita con le visite alla Strada degli Schiavi di Lomè e al Castello di Elmina in Ghana, meta dei viaggio del ritorno di visitatori afro americani alla ricerca delle loro radici. Tuttavia l'incredibile complesso dei Palazzi Reali di Abomey, testimonianza del potere dei sovrani del Dahomey, l'antico Benin, ti fa scoprire che questa era una terra di irriducibili popoli guerrieri che praticavano lo schiavismo a danno degli avversari sconfitti.

E infine i festival e le celebrazioni, una costante di questo viaggio, con il Festival del Miglio dell'etnia Krobo, i funerali Ashanti e l'Akwasidae (l'apparizione periodica del Re degli Ashanti nel cortile del Palazzo Reale) che rappresentano per i locali un fondamentale momenti durante i quali esibire e ribadire le gerarchie sociali tradizionali che hanno un valore fondamentale nella vita dell'Africa.

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Un'Africa che mi è rimasta nel cuore e nella mente ed è mancato poco che non prendessi dimora tra i Tamberna.

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Notizie utili da sapere prima di partire

Clima: tipicamente equatoriale caldo umido tutto l'anno con una stagione “secca” tra Ottobre ed Aprile. Temperature costantemente sopra i 30 gradi di giorno e di notte. Ma se siete abituati a viaggiare nelle regioni tropicali ed equatoriali dell'Asia non riscontrerete differenze significative.

Visti: da ottenere prima della partenza per ognuno dei tre paesi visitati al costo complessivo di 250 euro circa. Il visto per il Benin può essere richiesto on line mentre per Ghana e Togo va richiesto esclusivamente presso le autorità consolari per cui va messa in conto l'indisponibilità del passaporto. Si raccomanda di affidarsi ad agenzie visti specializzate per evitare le odissee e le peripezie narrate in numerosi blog di viaggio.

Per chi è questo viaggio: Un viaggio per viaggiatori appassionati, capaci di confrontarsi con culture e tradizioni non sempre compatibili con le nostre, superando i relativi disagi derivante dal limitato sviluppo turistico delle destinazioni visitate e le condizioni del contesto locale (tempi “africani”, clima non gradevole, cibo ripetitivo e piccante, ecc.). Il lusso, qui, è nell'unicità dell'esperienza. Se si amano i viaggi a sfondo culturale e antropologico (India, Birmania e Perù giusto per fare qualche esempio) apprezzerete anche l'Africa Occidentale.

Come si viaggia: Il viaggio avviene a bordo di minivan da 7 passeggeri; la rete stradale, perlomeno sulle direttrici principali, è asfaltata e, quasi sempre, in discrete condizioni. I trasferimenti possono essere talvolta lunghi ma fanno parte dell'esperienza e danno la possibilità di incontri inaspettati con la vita quotidiana dell'Africa come mercati o cerimonie e celebrazioni non previste dal programma di viaggio. Il team che accompagna il viaggio è composto da una guida locale (alcune anche parlanti italiano) e un esperto autista in grado di affrontare la complessità della guida sulle strade africane, coadiuvati da guide locali. Necessario un adattatore per le prese di corrente in Ghana (di tipo inglese).

Hotel: A parte le città principali e alcune località frequentate dagli expat occidentali l'infrastruttura alberghiera, in particolare in Benin, non è all'altezza degli standard occidentali anche per la carente manutenzione e l'estrema difficoltà nell'ottenere un intervento risolutivo da parte del personale. Non è infrequente che l'acqua corrente non sia tale, che manchi l'acqua calda per la doccia o che l'illuminazione della camera non funzioni. Sorprendentemente, aria condizionata e wifi sono (quasi) sempre funzionanti mentre il livello di pulizia è accettabile.

Aspetti sanitari: Necessaria la vaccinazione contro la febbre gialla (ora valida a vita) mentre raccomando vivamente, aldilà delle raccomandazioni canoniche la profilassi antimalarica. È ovviamente consigliato bere esclusivamente bevande in bottiglia (sigillata”) disponibili in tutti i ristoranti. A bordo del veicolo l'acqua minerale è a disposizione degli ospiti.

Sicurezza:  Ghana, Togo e Benin sono paesi senza particolari problemi di criminalità e sicurezza, tanto più quando si è assistiti dalle espertissime guide locali.

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Usi e costumi locali

Fotografare i locali: Non tutti gradiscono essere fotografati, neanche da lontano, e nel caso vengano ripresi cercheranno di sottrarsi all'occhio delle telecamera. Per i primi piani e riprese ravvicinate occorre sempre chiedere il permesso (non è una questione di mance) e può capitare che non venga concesso.

Tempistiche: I tempi sono “africani“! Anche se si ha prenotato manca sempre qualcosa o quello che  ti aspetti (es. pranzo o cena) non è pronto per tempo. Alle frontiere le attese possono essere prolungate così come i tempi di attesa al carosello per ritirare i bagagli  in aeroporto o possono essere necessarie due / tre ore per attraversare Kumasi o Accra perché il traffico è impossibile. Il re degli Ashanti durante l'Akwasidae non esce a un orario prestabilito ma quando si sente di farlo e lo si può aspettare per 4/5 ore..Welcome to Real Africa!!!

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Cosa portare

  • Scarpe sportive (da jogging) o sandali per le attività giornaliere, flip flop o ciabattine di gomma
  • Sacco letto leggero e federa copri cuscino
  • Torcia portatile
  • Asciugamano personale (consigliata la microfibra)
  • Shampoo e bagnoschiuma (non sempre disponibili negli hotel oppure, se presenti, di qualità non eccelsa)
  • Abbigliamento leggero ma raccomandati per la sera camicie e pantaloni lunghi per proteggersi non solo dalle zanzare ma anche da un assortimento di insetti e pappataci famelici.
  • Farmacia da viaggio con aspirina, Oki, Imodium, spray antizanzare, fermenti lattici, disinfettante; crema solare protettiva ad elevato fattore di protezione, sali minerali per reidratarsi.
  • Per le mance vanno benissimo gli euro mentre per eventuale fabbisogno di valute locale ci si può rivolgere alle guide.
  • Consiglierei inoltre di non portare giocattoli, dolci o altro materiale da distribuire ai bambini locali. Si tratta di pratiche diseducative che possono generare discussioni e litigi tra chi ha ricevuto qualcosa e chi no. È piuttosto consigliabile del materiale scolastico come penne o quaderni di cui c'è un bisogno disperato in quanto la maggior parte delle famiglie non se li può permettere ne vengono forniti gratuitamente dalle istituzioni scolastiche. Nel mio gruppo abbiamo raccolto una piccola somma con la quale abbiamo acquistato del materiale che abbiamo poi consegnato al Direttore di una scuola indicataci dalla nostra guida. La visita di una scuola è sempre uno dei momenti più emozionanti di un viaggio in Africa.
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